martedì 16 febbraio 2010

Obama nuclearista, ma...

E' un gran giorno per i nuclearisti, la Casa Bianca ha deciso di concedere ben 8,3 miliardi di prestito garantito per aiutare la Southern Co a costruire due reattori in Georgia, sarebbero i primi a entrare in funzione dall'incidente di Three Miles Island (Cap 1 Cosa).
Ancor più interessanti le parole del consigliere per l'energia di Barack Obama, Carol Browner , ex presidente dell'istituto per la protezione ambientale (Epa) e ambientalista.
La Browner apre decisamente al nucleare come moneta di scambio con i Repubblicani come dimostra queste dichiarazioni rilasciate alla Reuters:

WASHINGTON, Feb 16 (Reuters) - The White House is optimistic about climate change legislation in Congress and hopes an announcement to jumpstart the nuclear power industry will appeal to Republican skeptics, a top adviser to President Barack Obama said.
Carol Browner, said she was hopeful about progress on energy and climate legislation that is currently stalled in the U.S. Senate. "I'm always optimistic, as is the president," Browner told Reuters Insider in an interview.
"Wère working hard, and wère encouraged by the conversations that are going on. Obviously this is very important legislation and wère going to do everything we can to make it happen," she said.
Browner noted that Republicans, many of whom oppose the climate bill, would take note of Obamàs efforts to reach out on the issue of nuclear energy.
"We also hope that Republicans and others, supporters of nuclear (power), will take note that the administration is prepared to provide leadership on issues that are important to solving our energy future and creating a different energy future," she said.


Non significa che il rinascimento nucleare oltreoceano sia così scontato: il Wsj riporta una storia che arriva dal Vermont, chiamato ad allungare la licenza all'unica centrale presente nel suo territorio dopo 37 anni di attività. Il rinnovo è pratica ormai comune nel resto degli Stati Uniti, ma nel Vermont non basta un atto amministrativo, serve il voto del parlamento locale. Voto che al momento sarebbe negativo anche perché una piccola fuga radioattiva nei mesi scorsi ha rilanciato l'opposizione alle centrali. Ancor di più il calo della domanda di elettricità nello Stato sembra rendere la vecchia centrale da 650 MW non così necessaria, gli esperti del settore prevedono che i prezzi dell'energia non dovrebbero alzarsi più di tanto, men che meno ci sarebbe il rischio di offerta insufficiente