Giovedì prossimo alla 18 sarò a Lecce, nella corte dei Cicala per parlare del libro con in direttore di Repubblica Bari Stefano Costantini.
La presentazione è un evento dell'ormai famoso festival dell'energia che in questo fine settimana raccoglierà un'infinità di esponenti nazionali e internazionali del settore.
Ci vediamo a Lecce
martedì 18 maggio 2010
giovedì 13 maggio 2010
Scoop veri e meno veri
Ha suscitato molto scalpore la notizia pubblicata da Reuters secondo cui l'Enel avrebbe deciso di costruire due reattori a Montalto e uno nella zona di Piacenza. Non mi sembra un grosso passo avanti. I colleghi della Reuters hanno ottenuto conferma da fonti Enel per una location, Montalto, in cima a tutte le liste da più di un anno. Fin lì c'eravamo arrivati. Dal punto di vista giornalistico il "vero scoop" sarebbe poter mostrare un documento di provenienza Enel, Edf o, meglio ancora, attribuibile al governo con il nome Montalto scritto in bella vista
Su Piacenza, o meglio Caorso, sono più dubbioso. Ho chiesto più volte a vari ingegneri se fosse possibile costruire un Epr (che necessità di grandi quantità d'acqua) sulle sponde di un fiume, anche se grande come il Po. La risposta è stata diversa: gli uomini Enel sono certi che si possa fare, molto più scettici gli altri. Quindi le fonti della Reuters sono affidabili, ma che sia una buona idea è tutto da dimostrare. E' un classico nodo che dovrebbe sciogliere l'agenzia-che-non-può essere nominata
Più interessante lo scoop del Quotidiano Energia (niente link perchè si fanno pagare), secondo cui Gdf Suez e E.on sarebbero ad un passo da unire le loro forze per costruire una centrale in Italia. Credo che il passaggio in Italia nei giorni scorsi (con tanto di convegno) di alcuni manager Westinghouse sia alla base di questa evoluzione.
La famosa seconda cordata avrebbe ora tutti puzzle al loro posto: due utility in grado di finanziare il reattore, un progettista e un modello di punta (l'Ap 1000) e un costruttore italiano (Ansaldo).
La prima cordata è "politicamente attiva" nello spingere il ritorno all'atomo italiano e quindi ci sarà in qualsiasi caso. Gli outsider aspettano di vedere se l'Italia fa veramente sul serio. Ad esempio se il ministro-che-non-c'è riesce a varare l'agenzia-che-non-può essere nominata
Su Piacenza, o meglio Caorso, sono più dubbioso. Ho chiesto più volte a vari ingegneri se fosse possibile costruire un Epr (che necessità di grandi quantità d'acqua) sulle sponde di un fiume, anche se grande come il Po. La risposta è stata diversa: gli uomini Enel sono certi che si possa fare, molto più scettici gli altri. Quindi le fonti della Reuters sono affidabili, ma che sia una buona idea è tutto da dimostrare. E' un classico nodo che dovrebbe sciogliere l'agenzia-che-non-può essere nominata
Più interessante lo scoop del Quotidiano Energia (niente link perchè si fanno pagare), secondo cui Gdf Suez e E.on sarebbero ad un passo da unire le loro forze per costruire una centrale in Italia. Credo che il passaggio in Italia nei giorni scorsi (con tanto di convegno) di alcuni manager Westinghouse sia alla base di questa evoluzione.
La famosa seconda cordata avrebbe ora tutti puzzle al loro posto: due utility in grado di finanziare il reattore, un progettista e un modello di punta (l'Ap 1000) e un costruttore italiano (Ansaldo).
La prima cordata è "politicamente attiva" nello spingere il ritorno all'atomo italiano e quindi ci sarà in qualsiasi caso. Gli outsider aspettano di vedere se l'Italia fa veramente sul serio. Ad esempio se il ministro-che-non-c'è riesce a varare l'agenzia-che-non-può essere nominata
martedì 11 maggio 2010
Pierluigi batti un colpo
Il Riformista ha pubblicato una lettera firmata da esponenti e simpatizzanti del Partito Democratico per riportare la principale forza di opposizione ad un atteggiamento più pragmatico nei confronti del nucleare.
Il passaggio che più mi piace della lettera è:
Si potrebbe scrivere un libro in cui si raccontano sia il risveglio a livello internazionale, sia le "forzature e i limiti dell'azione del governo italiano". Ci vorrebbe uno bravo però.
Mi concedo una rara autocitazione dalla conclusione del libro :
Da noi si tenta di giocare la carte del nucleare come alternativa alle rinnovabili. Un errore commesso ancha a Sinistra, dove riconquistare la propria base è una necessità superiore a quella di tentare educarla
Non credo che l'appello sortirà grandi effetti e ripensamenti, sia per la scelta della testata, il Riformista, segno che la posizione non è spinta da nessuna delle elites dirigenti del Pd, sia per la lista dei firmatari. Alcuni molto stimabili, ma di certo non dei pezzi da 90 del partito (non suoni come una critica, direi piuttosto un ulteriore punto di merito).
Il passaggio che più mi piace della lettera è:
Sebbene la legge che reintroduce la possibilità di utilizzo del nucleare contenga forzature e punti sbagliati e ci siano limiti nell’azione di governo per la realizzazione dell’annunciato programma nucleare, riteniamo che non sia in alcun modo giustificata l’avversione al reingresso dell’Italia nelle tecnologie nucleari .
Gli errori del Governo meritano una puntuale sottolineatura da parte dell’opposizione e le prese di posizione dei gruppi parlamentari del Pd nelle sedi competenti si sono ispirate a una logica di contestazione di merito.
È incomprensibile, invece, la sbrigatività e il pressapochismo con cui, spesso, da parte di esponenti del Pd, vengono affrontati temi che meriterebbero una discussione informata e con dati di fatto.
Si potrebbe scrivere un libro in cui si raccontano sia il risveglio a livello internazionale, sia le "forzature e i limiti dell'azione del governo italiano". Ci vorrebbe uno bravo però.
Mi concedo una rara autocitazione dalla conclusione del libro :
Da noi si tenta di giocare la carte del nucleare come alternativa alle rinnovabili. Un errore commesso ancha a Sinistra, dove riconquistare la propria base è una necessità superiore a quella di tentare educarla
Non credo che l'appello sortirà grandi effetti e ripensamenti, sia per la scelta della testata, il Riformista, segno che la posizione non è spinta da nessuna delle elites dirigenti del Pd, sia per la lista dei firmatari. Alcuni molto stimabili, ma di certo non dei pezzi da 90 del partito (non suoni come una critica, direi piuttosto un ulteriore punto di merito).
Claudio, già gli manchi
E' toccato al presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini dare voce ad un pensiero che accomuna tutto il fronte nuclearista: "Senza Scajola sarà più dura"
In realtà da quello che ha detto Guarguaglini è più articolato e ce lo racconta l'agenzia Radiocor
C'è addirittura chi parla di "processo congelato" in attesa del nuovo ministro o di indicazioni specifiche da Berlusconi
In realtà da quello che ha detto Guarguaglini è più articolato e ce lo racconta l'agenzia Radiocor
il ministro si stava impegnando molto e stava spingendo molto sulla ripresa del programma nucleare in Italia. Lo stesso Scajola, poi, era buon amico e aveva un rapporto molto forte con il suo collega francese. Un effetto dalle sue dimissioni ci potrà essere
C'è addirittura chi parla di "processo congelato" in attesa del nuovo ministro o di indicazioni specifiche da Berlusconi
domenica 9 maggio 2010
Un'immagine vale mille parole 2
Il rinascimento nucleare statunitense visto dai fotografi del New York Times
e con colpevole ritardo la puntata della Storia siamo noi sul nucleare italiano.
Da segnalare soprattutto l'intervista finale a Fulvio Conti, dove viene citato un importantissimo libro sulla materia (^_^)
e le sue argomentazioni utilizzate per mettere un po' in difficoltà l'amministratore di Enel.
e con colpevole ritardo la puntata della Storia siamo noi sul nucleare italiano.
Da segnalare soprattutto l'intervista finale a Fulvio Conti, dove viene citato un importantissimo libro sulla materia (^_^)
e le sue argomentazioni utilizzate per mettere un po' in difficoltà l'amministratore di Enel.
sabato 8 maggio 2010
Un'immagine vale mille parole
mercoledì 5 maggio 2010
Le scorie ce le teniamo volentieri
In arrivo la direttiva europea che vieta di stoccare fuori dall'Ue le scorie adioattive prodotte dai paesi membri. Il testo definitivo sarà pronto in estate, ma la decisione politica sembra ormai irreversibile.
Una scelta sconveniente ma doverosa per gli europei a più riprese corteggiati dai russi disponibili a ospitare le nostre scorie dietro pagamento
Il commissario all’energia Guenther Oettinger ha dichiarato: “La sicurezza è la nostra preoccupazione maggiore. Ma possiamo controllare solo ciò che succede dentro l'unione europea"
Putin nel recente incontro con Berlusconi ha ribadito questa disponibilità: "Siamo in grado di fornire anche combustibile nucleare e, cosa molto importante, siamo pronti a ritirarlo" dopo il suo utilizzo, ha detto il premier secondo l'agenzia russa Ria Novosti
La direttiva che sarà varata nella seconda metà dell'anno disciplinerà la gestione delle scorie (comprese quelle provenienti dai dispositivi elettromedicali) in tutte le fasi dal momento della loro generazione fino allo stoccaggio finale. L'individuazione dei siti potrà essere il frutto di una collaborazione fra diversi stati membri, per cui le scorie di un paese potranno essere stoccate in un altro paese dell'Ue, anche in considerazione delle possibili economie di scala.
Per ora, nota la commissione, per le categorie di scorie radioattive più pericolose, solo in alcuni stati membri sono stati fatti dei progressi nello sviluppo di progetti per lo stoccaggio geologico in profondità. In questi paesi (Finlandia, Svezia e Francia), è probabile che vi saranno dei depositi operativi entro il 2025, mentre germania e belgio potrebbero seguire entro il 2040.
Una scelta sconveniente ma doverosa per gli europei a più riprese corteggiati dai russi disponibili a ospitare le nostre scorie dietro pagamento
Il commissario all’energia Guenther Oettinger ha dichiarato: “La sicurezza è la nostra preoccupazione maggiore. Ma possiamo controllare solo ciò che succede dentro l'unione europea"
Putin nel recente incontro con Berlusconi ha ribadito questa disponibilità: "Siamo in grado di fornire anche combustibile nucleare e, cosa molto importante, siamo pronti a ritirarlo" dopo il suo utilizzo, ha detto il premier secondo l'agenzia russa Ria Novosti
La direttiva che sarà varata nella seconda metà dell'anno disciplinerà la gestione delle scorie (comprese quelle provenienti dai dispositivi elettromedicali) in tutte le fasi dal momento della loro generazione fino allo stoccaggio finale. L'individuazione dei siti potrà essere il frutto di una collaborazione fra diversi stati membri, per cui le scorie di un paese potranno essere stoccate in un altro paese dell'Ue, anche in considerazione delle possibili economie di scala.
Per ora, nota la commissione, per le categorie di scorie radioattive più pericolose, solo in alcuni stati membri sono stati fatti dei progressi nello sviluppo di progetti per lo stoccaggio geologico in profondità. In questi paesi (Finlandia, Svezia e Francia), è probabile che vi saranno dei depositi operativi entro il 2025, mentre germania e belgio potrebbero seguire entro il 2040.
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